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Intervista al coach su FOR MEN n.99 maggio 2011″Il tuo lavoro è qui”

Intervista al coach su FOR MEN n.99 maggio 2011″Il tuo lavoro è qui”

Coaching

Il Coach Marco Valerio Ricci per Accademia Dei Coach intervistato su FOR MEN – n.99 maggio 2011

“IL TUO LAVORO E’ QUI”

E’ il tasto dolente della nostra epoca, l’enorme problema che nessuno sa risolvere.

Il lavoro è poco (almeno quello che dà un minimo di gratificazione), sembra diventare sempre di meno, riuscire a conquistarselo è difficile e conservarselo ancora di più, e se hai la fortuna di averne uno e hai l’umanissimo desiderio di farti strada o anche solo di guadagnare di più entri in un terreno minato.

Volevamo darti una mappa per orizzontarti in questo paesaggio difficile, e i nostri esperti ce l’hanno messa tutta per consigliarti bene.

I nostri esperti

  • Marco Valerio Ricci, Master Trainer & Coach (Accademia dei Coach)
  • Andrea Castello, psicoterapeuta e psicologo del lavoro
  • Fabio Biancalani, psicologo del lavoro
  • Vilma Zampedri, dietista
  • Nicola De Florio, esperto di risorse umane
  • Fiorella Chiappi, psicologa del lavoro e delle organizzazioni
  • Nadia Cipullo, dottore di ricerca in Economia e docente universitario
  • Fabio Donati, direttore scientifico del centro di psicoterapia analitica.

 

Come affrontare il colloquio

Il colloquio di lavoro è una situazione in cui devi mettere in risalto le tue esperienze, competenze e potenzialità.
Prima del colloquio studiati il sito web dell’azienda, soprattutto dove si parla dei valori e della missione aziendale. Se è possibile, è meglio dare prima un’occhiata anche alla sede, tanto per farti un’opinione più concreta delle cose.
Cerca di capire la simbologia aziendale, quello che il luogo di lavoro vuole comunicare all’esterno.
Se l’azienda dà risalto alla formalità, bisognerà presentarsi al colloquio con un abito curato, ma attento a non eccedere in eleganza. Se invece non fa particolare attenzione all’etichetta, allora puoi presentarti anche in versione casual, ma sempre molto curato.
Al momento del colloquio, prima di entrare nella stanza con il selezionatore, spegni il cellulare e qualsiasi altra possibile fonte di disturbo.
Il colloquio è una situazione comunicativa a 360°, dove tutto è messaggio: si comunica con l’aspetto, l’abito, la postura, i movimenti, il sorriso, eccetera.
Guarda il tuo interlocutore negli occhi quando gli stringi la mano (senza stringerla né troppo né troppo poco). Non incrociare le braccia o le gambe durante la conversazione, non tamburellare con le dita. Toccarti i capelli o mordicchiarti le labbra suggerisce invece insicurezza e ansia.

Attento a ciò che dici.

Ecco una piccola galleria degli orrori verbali da evitare accuratamente.
Esordire con “Possiamo darci del tu?” è un autogol, e così pure manifestare insicurezza con frasi tipo “Prima di accettare devo consultarmi con mia moglie”.
Se bruci le tappe domandando subito quanto guadagnerai e quante ferie avrai dai di te una pessima impressione, ma il peggio del peggio è se alla fine dici “Allora, come sono andato?”.

Piccoli trucchi di conversazione.

Se ti capita di telefonare al selezionatore, chiedi sempre “Disturbo?” e non parlare se prima lui non ti dice che è disponibile.
Non dire cose tipo “Lascio il lavoro precedente perché mi trovavo male con i colleghi”, sembri solo una persona lamentosa che attribuisce agli altri le colpe di tutto.
Se proprio devi parlare del tuo lavoro precedente, usa spesso il “nboi”: dai l’immagine di una persona che sa lavorare in squadra.
Dì ciò che devi dire in modo chiaro e semplice, non usare mail il condizionale (“Io farei”) che ti fa sembrare un indeciso, ma usa solo il presente e il futuro (“Io faccio, io farò”) che ti fanno viceversa sembrare deciso.

Come si emerge

Quali sono le qualità per sfondare? Versatilità e ambizione, oltre naturalmente alla competenza, sono le caratteristiche vincenti nel mondo lavorativo di oggi.
L’ambizione è necessaria perché i tuoi obiettivi diventano raggiungibili solo se hai davvero voglia di farcela: è una caratteristica diventa dunque preziosa, sia agli occhi dei superiori sia dei colleghi.
La versatilità è invece la capacità di cambiare la direzione del pensiero, l’approccio ai problemi o alle soluzioni, il modo di vivere o quello di reagire ai cambiamenti del mercato o delle persone. Steve Jobs, il fondatore e boss della Apple, quando inventò il computer Macintosh rovesciò tutti i preconcetti dell’epoca e puntò tutto sul mouse (strumento allora rivoluzionario e mai usato prima) e sulla tastiera staccata dal corpo della macchina. Se avesse dato retta a chi gli diceva di non fare il sovversivo, avrebbe solo creato l’ennesimo scatolotto digitale e la Apple non avrebbe mai preso il volo.
Chi ha questa capacità e la mette in pratica senza scendere a compromessi né snaturare la propria personalità, ha ottime probabilità di costruire una carriera entusiasmante, portando i colleghi a considerarlo il proprio capo naturale.
Tra gli errori da evitare c’è quello di accentrare tutto su di te, prendendoti sempre tutti i meriti. Sbagliato anche colpevolizzare, meglio cercare di rispondere sempre con chiarezza, cercando di gestire le incomprensioni.
Il segreto del mestiere sta nella capacità di chiarire obiettivi, ruoli e prestazioni, coinvolgendo i collaboratori il più possibile.
Infine, rassegnati a dimenticare gli orari (la vita, e non solo lavorativa, è sempre più flessibile), non rinunciare mai a esporre e a sostenere le tue idee (in caso contrario, scordati di poter emergere) e liscia il tuo capo quel tanto che basta (ma non fino a diventare uno yes man, personaggio che non serve a nessuno).

Come chiedere un aumento

Argomento sicuramente spinoso, ma chi non risica non rosica… Chiedere un aumento di stipendio non è certo facile, ma neanche impossibile.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario prima di affrontare l’incontro per richiederlo, preparare un documento dove siano elencati (se possibile con dati oggettivi) i risultati che hai prodotto negli ultimi 6/12 mesi e le competenze acquisite, mettendo a confronto le retribuzioni medie sul mercato per posizioni simili alla tua.
E’ bene poi chiedere un appuntamento con il superiore per fare il punto della situazione o per condurre una verifica, senza però citare il motivo principale dell’incontro.
Alla riunione devi presentarti il più calmo possibile, portando con te i dati oggettivi preparati prima. Ed è meglio iniziare dicendo che vuoi fare il punto della situazione e che a tale proposito hai preparato un documento che riassume i tuoi risultati e miglioramenti, e continuare citando fonti circa le retribuzioni medie per la tua posizione (ovviamente superiori al tuo stipendio).
A questo punto è possibile parlare apertamente di un aumento di stipendio. Se la risposta è negativa è giusto chiedere motivazioni oggettive, concrete. Se le risposte sono evasive, bisgona comunque cercare di ottenere fatti e non scuse, chiedendo che cosa dovrebbe accadere perché ti venga concesso un aumento. Comunque vadano le cose, vale sempre la pena provare.

Come vestirti

In un mondo in cui le formalità nel vestiario sembrano ormai abbandonate, può capitare di ritrovarsi in mezzo a una situazione in cui tutti sono in giacca e cravatta, mentre tu sei arrivato in riunione in camicia a quadrettoni fuori dai jeans e sneaker. Un bel dilemma! Specialmente se sei nuovo nell’azienda e non c’è un codice scritto dell’abbigliamento. Per evitare brutte figure di questo tipo, basta seguire alcuni semplici suggerimenti.
Innanzitutto, bando alla sciatteria: casual si, ma con guisto. Attenzione all’accostamento di colori e materiali, l’equilibrio regola un’immagine di livello più alto anche quando ci si veste casual. Cautela anche nell’abbinare scarpe e cintura, devono essere sempre almeno dello stesso tono, se non del medesimo colore (altamente consigliato!)
Quando si va da un cliente è bene informarsi sulle sue caratteristiche e vestirsi sempre un tono sopra quello che ci si aspetta da lui. Nel caso è sempre possibile “scendere” togliendosi la giacca, la cravatta o aprendo un bottone del colletto della camicia.
Il coach consiglia anche di osservare attentamente il proprio capo. Se si desidera far carriera è importante scegliere uno stile che ricordi il suo. Senza esagerare, però: sei sempre un suo sottoposto, e potrebbe non gradire un livello di eleganza superiore al suo. Stile, quindi, ma sempre pacato.
E poi bando alle stravaganze, a meno che non si lavori in settori dove sono gradite, come quelli della moda o dell’arte. Le stranezze non sono apprezzate, attirano inutilmente l’occhio su di te e possono mettere in imbarazzo il tuo capo e i tuoi colleghi.

Che cosa mangiare

Anche l’alimentazione è importante per vivere bene la giornata lavorativa ed evitare problemi digestivi o cali di concentrazione.
Affinché questo non succeda bisogna imparare ad ascoltare i segnali del corpo, che ci porta spontaneamente verso un’alimentazione regolare ed equilibrata.
Tra le indicazioni più importanti per rimanere efficienti mentalmente e fisicamente durante la giornata c’è quella di non saltare mai i pasti. Importante è anche ripartirli in modo corretto nell’arco della giornata, consumandone 3 principali (colazione, pranzo e cena) e 2 intermedi (spuntini).
Per prepararsi correttamente al lavoro è indispensabile inserire sempre nei pasti principali una porzione di carboidrati (pane, pasta), preferibilmente integrali.
I cibi da evitare sono i formaggi, (massimo 2-3 volte la settimana) mentre vale la pena di aumentare il consumo di pesce (almeno 2 volte la settimana). A pranzo è meglio scegliere un monopiatto: perfetta l’insalatona con tonno o mozzarella accompagnata da un pò di pane, oppure pasta o riso conditi con sughi poco grassi, o zuppe di legumi e cereali.
Per mantenere un buon rendimento è importante mangiare sempre una porzione di verdura sia a pranzo che a cena, preferire la frutta come spuntino. E bere molta acqua, almeno un litro e mezzo nel corso della giornata.

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