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La Storia della PNL

La storia della PNL affonda le sue radici in un intricato reticolo di informazioni, tra mito e realtà.

Nel corso degli anni la nostra passione per comprendere la realtà presente e le evoluzioni future sulla base di ciò che ha permesso di arrivare fin qui ci ha portato a intervistare alcuni dei protagonisti, a documentarci su alcuni documenti poco noti e al termine di queste ricerche a farci un’idea di massima che va ancora sicuramente arricchita delle informazioni su alcuni dei protagonisti principali iniziali della PNL.

Ecco quindi una storia della PNL non ufficiale, forse un mito arricchito, con il nostro impegno a renderla il più vicina possibile alla storia reale.

richard-bandler-youngLa Programmazione Neuro Linguistica (PNL) è nata negli Stati Uniti nei primi anni ’70. Richard Bandler, allora studente in matematica con indirizzo in fisica ed informatica alla neo nata Università della California a Santa Cruz, si trovava insieme a Frank Pucelik nell’impresa di creare un nuovo modello di lavoro per il cambiamento personale, mettendo insieme la sua personale genialità e le capacità di entrambi. La storia narra di alterni successi, specialmente per quanto riguarda la creazione di un modello distaccato dalle influenze dell’approccio gestaltico che i due giovani avevano ereditato dal lavoro e dalla conoscenza di Bandler con Fritz Perls.

Questo lavoro risale alla richiesta rivolta a Bandler di Bob Spitzer, titolare della casa editrice Science and Behaviour Books, di frequentare e registrare alcuni seminari nel centro di Esalen in California per riordinare poi gli appunti di Perls in un libro da scrivere, uscito poi postumo, “Eyewitness To Therapy” (1973)

Virginia-SatirNel contempo, come racconta Bandler stesso, ebbe modo di far la conoscenza con Virginia Satir, terapeuta famigliare dalle capacità quasi “magiche”, che lo prese in grande simpatia facendosi in seguito accompagnare in numerose delle sue visite in ospedali psichiatrici e in sedute con famiglie di pazienti, situazioni da cui Bandler racconta di aver appreso tantissimo, osservando le capacità ipnotiche “inconsapevoli” della stessa Satir.

La grande capacità di empatia della Satir e il suo peculiare stile terapeutico portò successivamente a trarre molti modelli linguistici dal suo linguaggio.

Quello che nella classica storia della PNL in Italia non viene mai detto è che Richard Bandler era anche studente ed operava utilizzando un approccio corporeo e di tocco denominato Rolfing, dalla dott.sa Ida Rolf, una biochimica che a partire dagli anni 20 ha trascorso la sua vita esplorando le possibilità di cura contenute all’interno della mente e del corpo umano.

Intorno al 1972 ci troviamo di fronte all’evento (casuale?) che normalmente si trova narrato nella maggior parte dei siti e dei racconti riguardanti la storia della Programmazione Neuro Linguistica. L’università di Santa Cruz permetteva agli studenti dell’ultimo anno di tenere corsi su specifici argomenti sotto la supervisione di un professore.

Per Bandler quell’occasione si concretizzò nell’incontro con John Grinder, linguista, professore in quella stessa Università. Grinder era stato capitano dei corpi speciali militari americani in Europa durante gli anni ’60. Rientrato negli stati uniti era tornato all’università specializzandosi nel 1972 in Linguistica dedicando una particolare attenzione alle teorie di Noam Chomsky della grammatica trasformazionale, specializzandosi nella sintassi.

Ciò che raramente emerge nella classica storia della PNL è che Grinder è stato, al di fuori del lavoro specifico nell’ambito della PNL autore di alcuni libri, tra cui: “Guide to Transformational Grammar” (scritto con Suzette Elgin, Holt, Rinehart e Winston, Inc., 1973) e “On Deletion Phenomena in English” (Mouton & Co., 1976).

Ida-RolfLa storia narra che Grinder, impressionato dall’abilità di Bandler di ottenere il cambiamento nelle persone partecipanti ai seminari e dei cambiamenti che lu stesso viveva come studente di Bandler, si sia proposto con la frase “Se mi insegni a fare ciò che fai, io ti spiego come fai a farlo!”.

Questa fu la prima scintilla che portò alla creazione dei primi corsi interni all’Università e a quella serie di modelli che tra il 1974 e il 75 fu denominato Programmazione Neuro Linguistica.

john-grinderBandler e Grinder insieme incominciarono a studiare le caratteristiche della comunicazione utilizzata da alcuni psicoterapeuti eccellenti, capaci di produrre cambiamenti e guarigioni in modo efficace e con continuità.

Iniziano a formarsi i primi gruppi che seguono i seminari (e costituiscono le prime cavie per gli studi e gli esperimenti), tra i partecipanti ai corsi incontriamo alcuni nomi che diverranno poi famosi contribuendo a loro volta ad arricchire la storia della PNL.

Un elenco di alcuni personaggi dei gruppi iniziali comprende Frank Pucelick (passato al ruolo di allievo), Robert Dilts, Judith DeLozier (per un periodo la signora Grinder), Leslie Cameron Bandler (per un breve periodo la signora Bandler), Stephen Gilligan, Tod Epstein, Terry McClendon.

I primi due libri che videro la luce, “La Struttura della Magia volume 1” e successivamente “La Struttura della Magia volume 2” (pubblicati in Italia in un unico volume “La struttura della magia” ed. Astrolabio) sono appunto il risultato del lavoro e delle sperimentazioni di questi primi anni.

Con la pubblicazione del primo libro, uno dei più impegnativi da leggere dell’intero panorama dei libri di Programmazione Neuro Linguistica in quanto prevalentemente basato sulla tesi di laurea di Richard Bandler e rivolto ai terapeuti, si consolidò il rapporto con un gigante del pensiero e del movimento per il potenziale umano, l’antropologo Gregory Bateson.

Gregory_BatesonLa storia narra che Bateson, che alla fine degli anni 50 e inizio 60, fu a capo del gruppo di ricerca dell’Università di Palo Alto in California, nel quale operava anche un giovane di nome Paul Watzlawick, che sviluppò il lavoro sulla “Pragmatica della comunicazione umana”, consigliò a Bandler, di cui era divenuto grande amico, di analizzare il lavoro di Milton H.Erickson, un medico noto come uno dei maggiori e più efficaci esperti in ipnosi clinica, il cui lavoro era stato considerato per lungo tempo controverso.

Riuscire a rimanere coscienti in presenza di Milton era sempre un compito difficile, se non spesso impossibile, così Bandler si programmò per uscire dallo stato di trance ogni volta che iniziava ad entrarci con la voce di Erickson.

Fu questa una delle chiavi che permise ulteriormente alla coppia Bandler e Grinder di riuscire a modellare il grande ipnotista.

Anche da Erickson furono estratti modelli di comunicazione di straordinaria efficacia in psicoterapia, fino alla pubblicazione dei libri “I modelli della tecnica ipnotica di Milton H, Erickson vol. 1” e successivamente del Volume 2, mai tradotto in italiano.

L’incredibile quantità di modelli e lavori che Bandler, Grinder e il gruppo di studenti che ormai li seguivano nei loro studi e ricerche fu in grado di produrre in quei primi anni portò altri studenti ad interessarsi della disciplina che si stava ormai sviluppando con lo studio di personaggi che andavano ben oltre i tre principali di cui narra la classica storia della PNL.

Innanzitutto si avvicinò John O. Stevens, che poi cambiò nome in Steve Andreas, con la moglie Connirae i quali, reperite le registrazioni dei seminari le riordinarono e le pubblicarono in vari libri: “La metamorfosi terapeutica”, “Ipnosi e trasformazione” e “La ristrutturazione” pubblicati a doppio nome di Bandler e Grinder, e successivamente qualche anno più tardi “Usare il cervello per cambiare” ad opera del solo Richard Bandler.

Quello che più stupiva in quegli storici anni iniziali era il fatto che l’approccio della PNL sfidava i tradizionali miti della terapia psicologica classica e supportava questa sfida con alternative di pratica applicazione.

Normalmente si fa riferimento a quegli anni come gli anni “selvatici” della Programmazione Neuro Linguistica.

A quel tempo, erano ormai gli ultimi anni ’70, era stata costituita la NLP Society per la verifica della qualità dei seminari di formazione in PNL a supporto della band scatenata che percorreva in lungo e in largo gli Stati Uniti tenendo seminari e workshop sempre più gremiti.

Ormai la PNL aveva iniziato a fare la sua comparsa sulla stampa e nei media e con l’arrivo nei primi anni ’80 di un giovane di belle speranze, Antony Robbins, era pronta per diventare un prodotto ed essere così commercializzata.

Nel frattempo, nel 1981 Bandler e Grinder, che non erano mai andati veramente d’accordo, decisero di dividersi definitivamente, non senza una qualche acrimonia.

Questo portò Grinder a sviluppare, insieme a Judith DeLozier, prima e successivamente con Carmen Bostic St. Clair, la cosiddetta PNL Nuovo Codice (NLP New Code) sulla presupposizione che il codice originale della PNL contenesse un “bug” e che andasse riscritto.

Mentre Bandler e inizialmente altri 5 PNLlisti della prima ora (il cosiddetto Bandler Group) andarono avanti a modellare e creare nuovi modelli matematici per il cambiamento delle persone.

In questi anni furono modellati numerosi personaggi che apparentemente non vengono di norma associati al lavoro della PNL, ciò non di meno ne influenzano ancora oggi le espressioni più avanzate ed efficaci.

Moshe-FeldenkreisIn particolare amiamo ricordare il profondo influsso che ebbe il modellamento di Moshé Feldenkreis per quanto riguarda gli aspetti della PNL corporea e dell’approccio al cambiamento attraverso il movimento e il riequilibrio muscolo scheletrico del corpo, caratteristico dei programmi più avanzati in Programmazione Neuro Linguistica.

Allo stesso modo è di fondamentale importanza notare come furono molti gli ipnotisti studiati e modellati dal Dr. Richard Bandler e che la classica storia della PNL spesso non ricorda, in primis va citato il lavoro unico di Dave Dobson, Alleviare il dolore, così come quello di Jeffrey Zeig.

Gyorgy-PolyaPer terminare l’elenco dei contributori agli sviluppi più moderni del lavoro di Bandler è necessario citare due nomi meno noti in associazione agli approcci di cambiamento personale, György Pólya, un matematico Ungherese autore dei “Patterns of plausible reasoning/inference”, che insieme al lavoro e alla linguistica di Robert Anton Wilson ha influenzato i modelli che sono poi sfociati nelle tecniche dei Nested Loops, della “fuzzy logic” e delle “storielle inutili” che tanto hanno fatto scervellare negli ultimi decenni i puristi della PNL pura, come si faceva una volta, nel chiedersi come mai, un uomo geniale come Richard Bandler, raccontasse un sacco di storie senza finirle, invece di dare spiegazioni razionali, magari correlate da fiumi di slides…

Robert-Anton-WilsonLa Storia della PNL è affascinante e a dir poco unica. Conoscerla permette di apprendere in maniera ancora più approfondita la filosofia e i concetti di base che hanno permesso a questa disciplina di diventare un movimento che ha ormai influenzato tutte le aree dello sviluppo umano.

Anche se in tanti ancora lo ignorano o addirittura non lo vogliono sapere…questo testo non pretende di essere esaustivo, si basa sulle interviste da noi effettuate ad alcuni dei protagonisti iniziali, in alcuni casi ci sono state riportate da persone che li conoscono o conoscevano.

Altre informazioni le abbiamo reperite attraverso alcuni rari documenti e racconti scritti di cui negli anni siamo riusciti a venire in possesso.

Ma la cosa che ci affascina maggiormente di tutto questo è che la parte più avventurosa e avvincente della Storia della Programmazione Neuro Linguistica è ancora tutta da scrivere…e magari, se lo vorrai, tu che stai leggendo ne potrai essere il protagonista!

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