Introduzione
Come possono gli individui appartenenti alle organizzazioni assicurare un’adeguata prestazione lavorativa, quando non riescono ad utilizzare, con la massima efficacia, quelle risorse che rimangono sopite al proprio interno, e che vengono rese inaccessibili e invisibili dallo stress, l’ansia della prestazione, schemi mentali inefficienti e ormai consolidati? Come fanno le persone a gestire i loro rapporti interpersonali, in modo tale che questi non entrino in conflitto con gli obiettivi aziendali, quando si è sottoposti continuamente a richieste (che possono provenire da un collega o un superiore gerarchico) espresse in forma autoritaria, senza che pertanto venga richiesta alcuna opinione in merito, responsabilizzazione e consapevolezza?
Il Business Coaching sembra essere la risposta a questo dilemma. Uno studio dell’ International Personnel Management Association ha rilevato che se la formazione migliora la produttività mediamente del 22% , con l’intervento del Coaching si raggiunge l’88%. (Financial Times, maggio 2002).
Il principale obiettivo del Coaching in Azienda è quello di sviluppare e diversificare la flessibilità di comportamento della medesima; nei confronti del proprio mercato di riferimento; della propria organizzazione; nonchè delle proprie capacità di performance, grazie ad una specifica formazione e valorizzazione del proprio personale.
Il Business Coaching si rivolge maggiormente a piccoli e medi imprenditori e professionisti. Un Business Coach aiuta ad individuare dove e come migliorare i risultati di Business, intervenendo sulle strategie commerciali dell’azienda, sulla sua organizzazione e sul miglioramento delle performance del suo staff.
Questa tesi si occuperà di studiare il Business Coaching, osservandolo e cercando di interpretarlo, attraverso la teoria del Knowledge Management, dell’Apprendimento Organizzativo e dello Sviluppo delle Competenze, per comprendere come le società di servizi, che esercitano la pratica del Coaching, riescono a gestire quella Conoscenza che hanno appreso negli anni, grazie all’avvento di discipline concepite dalla psicologia, dalle scienze delle comunicazioni e dalla linguistica. Si cercherà di comprendere in che modo queste società riescono a rendere esplicita questa conoscenza attraverso il Coaching che rivolgono alle aziende clienti, allo scopo di sviluppare alcune “competenze chiave” delle persone che vi operano, e di conseguenza la produttività dell’azienda stessa.
Di particolare importanza per il nostro argomento sono i temi dall’apprendimento organizzativo e dello sviluppo delle competenze, che ci saranno di grande aiuto per comprendere meglio l’argomento centrale della tesi, il Business Coaching. Le organizzazioni, piccole e grandi, apprendono quando i singoli o i gruppi acquisiscono nuove “conoscenze”, che possono tradursi in “competenze” , che concretizzano, nei risultati, azioni visibili che derivano dall’apprendimento.
Nella prima parte svilupperò il concetto di Knowledge Management utilizzando i lavori di Prusak e Davenson (2000); nonchè la visione contrapposta a quella occidentale descritta da Nonaka e Takeuchi (1995) nel processo di creazione della conoscenza, osservando come nell’era della New Economy, la conoscenza sia divenuta una risorsa fondamentale e di vitale importanza e come le aziende che la posseggono e sviluppano nel tempo assumano una posizione di rilievo sul mercato. Verranno altresì presentate alcune teorie relative all’apprendimento organizzativo, all’approccio strategico “Resouce Based View” e sullo sviluppo delle competenze trasversali nell’ambito del coaching.
Nella seconda parte parleremo di Coaching, con una panoramica a 360° sulle sue origini, le sue funzioni, le applicazioni in Europa e negli Stati Uniti, la formazione e le caratteristiche del Coach con un’ampia descrizione di quello che effettivamente viene svolto nel concreto da questa nuova figura professionale, grazie anche all’ausilio di casi aziendali presi in prestito dalla letteratura , fino ad ampliare il focus su quello che è il campo di applicazione più diffuso, almeno in Europa, ossia il Coaching Aziendale e Manageriale. Cercherò di descrivere e analizzare con la massima chiarezza e semplicità, alcune tecniche linguistiche e comportamentali, che fanno parte della cassetta degli attrezzi di un Coach che si è formato nell’ambito di quella particolare metodologia chiamata Programmazione Neuro Linguistica.
Nella terza e ultima parte cercherò di interpretare le teorie del Knowledge Management, dell’Apprendimento Organizzativo e dello Sviluppo delle Competenze d’impresa, alla realtà di una società di consulenza, intervistando il presidente e altri collaboratori dell’Accademia dei Coach. Essi ci illustreranno il sistema di knowledge Management e di Apprendimento vigente nella società e in che modo questa conoscenza, acquisita dopo anni di addestramento, aiuta concretamente lo sviluppo di competenze degli utenti/clienti che ne richiedono i servizi ( executive, manager, impiegati), attraverso la descrizione di un intervento reale, di Business ed Executive Coaching.
Come possono gli individui appartenenti alle organizzazioni assicurare un’adeguata prestazione lavorativa, quando non riescono ad utilizzare, con la massima efficacia, quelle risorse che rimangono sopite al proprio interno, e che vengono rese inaccessibili e invisibili dallo stress, l’ansia della prestazione, schemi mentali inefficienti e ormai consolidati? Come fanno le persone a gestire i loro rapporti interpersonali, in modo tale che questi non entrino in conflitto con gli obiettivi aziendali, quando si è sottoposti continuamente a richieste (che possono provenire da un collega o un superiore gerarchico) espresse in forma autoritaria, senza che pertanto venga richiesta alcuna opinione in merito, responsabilizzazione e consapevolezza?
Il Business Coaching sembra essere la risposta a questo dilemma. Uno studio dell’ International Personnel Management Association ha rilevato che se la formazione migliora la produttività mediamente del 22% , con l’intervento del Coaching si raggiunge l’88%. (Financial Times, maggio 2002).
Il principale obiettivo del Coaching in Azienda è quello di sviluppare e diversificare la flessibilità di comportamento della medesima; nei confronti del proprio mercato di riferimento; della propria organizzazione; nonchè delle proprie capacità di performance, grazie ad una specifica formazione e valorizzazione del proprio personale.
Il Business Coaching si rivolge maggiormente a piccoli e medi imprenditori e professionisti. Un Business Coach aiuta ad individuare dove e come migliorare i risultati di Business, intervenendo sulle strategie commerciali dell’azienda, sulla sua organizzazione e sul miglioramento delle performance del suo staff.
Questa tesi si occuperà di studiare il Business Coaching, osservandolo e cercando di interpretarlo, attraverso la teoria del Knowledge Management, dell’Apprendimento Organizzativo e dello Sviluppo delle Competenze, per comprendere come le società di servizi, che esercitano la pratica del Coaching, riescono a gestire quella Conoscenza che hanno appreso negli anni, grazie all’avvento di discipline concepite dalla psicologia, dalle scienze delle comunicazioni e dalla linguistica. Si cercherà di comprendere in che modo queste società riescono a rendere esplicita questa conoscenza attraverso il Coaching che rivolgono alle aziende clienti, allo scopo di sviluppare alcune “competenze chiave” delle persone che vi operano, e di conseguenza la produttività dell’azienda stessa.
Di particolare importanza per il nostro argomento sono i temi dall’apprendimento organizzativo e dello sviluppo delle competenze, che ci saranno di grande aiuto per comprendere meglio l’argomento centrale della tesi, il Business Coaching. Le organizzazioni, piccole e grandi, apprendono quando i singoli o i gruppi acquisiscono nuove “conoscenze”, che possono tradursi in “competenze” , che concretizzano, nei risultati, azioni visibili che derivano dall’apprendimento.
Nella prima parte svilupperò il concetto di Knowledge Management utilizzando i lavori di Prusak e Davenson (2000); nonchè la visione contrapposta a quella occidentale descritta da Nonaka e Takeuchi (1995) nel processo di creazione della conoscenza, osservando come nell’era della New Economy, la conoscenza sia divenuta una risorsa fondamentale e di vitale importanza e come le aziende che la posseggono e sviluppano nel tempo assumano una posizione di rilievo sul mercato. Verranno altresì presentate alcune teorie relative all’apprendimento organizzativo, all’approccio strategico “Resouce Based View” e sullo sviluppo delle competenze trasversali nell’ambito del coaching.
Nella seconda parte parleremo di Coaching, con una panoramica a 360° sulle sue origini, le sue funzioni, le applicazioni in Europa e negli Stati Uniti, la formazione e le caratteristiche del Coach con un’ampia descrizione di quello che effettivamente viene svolto nel concreto da questa nuova figura professionale, grazie anche all’ausilio di casi aziendali presi in prestito dalla letteratura , fino ad ampliare il focus su quello che è il campo di applicazione più diffuso, almeno in Europa, ossia il Coaching Aziendale e Manageriale. Cercherò di descrivere e analizzare con la massima chiarezza e semplicità, alcune tecniche linguistiche e comportamentali, che fanno parte della cassetta degli attrezzi di un Coach che si è formato nell’ambito di quella particolare metodologia chiamata Programmazione Neuro Linguistica.
Nella terza e ultima parte cercherò di interpretare le teorie del Knowledge Management, dell’Apprendimento Organizzativo e dello Sviluppo delle Competenze d’impresa, alla realtà di una società di consulenza, intervistando il presidente e altri collaboratori dell’Accademia dei Coach. Essi ci illustreranno il sistema di knowledge Management e di Apprendimento vigente nella società e in che modo questa conoscenza, acquisita dopo anni di addestramento, aiuta concretamente lo sviluppo di competenze degli utenti/clienti che ne richiedono i servizi ( executive, manager, impiegati), attraverso la descrizione di un intervento reale, di Business ed Executive Coaching.






